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Lo Yoga Il Viaggio Della Conoscenza Che Libera Il Cuore

Lo Yoga Il Viaggio Della Conoscenza Che Libera Il Cuore

Lo Yoga Il Viaggio Della Conoscenza Che Libera Il Cuore

I lamenti e il dolore dell’anima, la mia.

Solo la Conoscenza può persuadere e rendere libero l’uomo dalla sofferenza, dall’ignoranza, soprattutto l’uomo contemporaneo che di ascesi e devozione non ne sa più nulla e crede di non volerne sapere.

La Conoscenza, permette di riconoscere e distinguere prima e di agire poi un distacco dalle identificazioni dell’io ordinario con il mondo “esterno” per volgere la lucida osservazione della Coscienza verso l’interno, cioè verso quella dimensione in cui le ombre agiscono e nascondono l’esistenza spirituale (il Sé) cui la Coscienza sempre tende, poiché è a quello stato sovratemporale che appartiene e vuole ricongiungersi.

Il Sapere, il conoscere l’evoluzione dell’uomo, della storia, delle civiltà, delle filosofie, della medicina, di come si è realizzata la geografia che oggi conosciamo, questa conoscenza inizia a una visione più realistica e incondizionata e conduce progressivamente all’acquisizione della filosofia Perenne.

Con la Filosofia Perenne possiamo comprendere la Realtà divina consustanziale al mondo delle cose, delle vite e delle menti. Modernamente è anche definita come un approccio di tipo psicologico che scopre l’anima simile o addirittura identica alla Realtà divina. Peccato che gran parte della psicologia non la considera e tanto meno la studia.

Per l’uomo che ha perso il sentire autentico dei sensi, l’intuizione indiscriminata e l’amore di un cuore aperto e universale, forse la mente resta la porta d’accesso per oltrepassare le barriere della presunzione di chi pensa aver capito tutto e non cerca altro, o almeno crede di non desiderare altro se non il noto.

Parliamo della nostra umanità che cerca solo ciò che gli corrisponde e non vuole che gli si chieda di mettere in discussione il suo vissuto, non vuole che lo s’inviti ad aprire fiduciosamente il cuore alla vita, al mondo e si risente quando gli s’indica di accettare con benevolenza e fiducia ciò che la vita di buono e meno buono gli procura, poiché è lui stesso l’artefice delle sue gioie e dei suoi dolori, insomma un uomo che vuole la felicità, ma non ha compreso, dove va cercata, questa è la nostra umanità.

Lo Yoga Il Viaggio Della Conoscenza Che Libera Il Cuore Horus

Occhio di Horus
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L’anelito a una risurrezione spirituale non va più di moda e il rischio è l’emarginazione, o la ghettizzazione in qualche discutibile e confuso clan più o meno spirituale, nostrano o esotico.

La ricerca dello spirito spesso è più un vano tentativo di fuga da quella sfera ordinaria della vita che ci delude, piuttosto chela volontà a una reale indagine dell’anima umana.

Di questo ho esperienza, prima personale e poi nella lunga e varia frequentazione dei più disparati ambienti cosiddetti spirituali, passando anche per quelli cristiani.

Come insegnante di Yoga, osservo da lunghi anni l’aumento del numero di coloro che si avvicinano allo Yoga, ma per lo più giungono con un’evidente targa di presentazione e ammonimento:

Non sono felice, voglio essere felice, ma non voglio mettere nulla in discussione e non voglio fare sforzi.

Lo Yoga Il Viaggio Della Conoscenza Che Libera Il Cuore Teologia del Corpo

Teologia del Corpo
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D’altronde chi inizia a fare Yoga, non ha idea di cosa sia realmente. Arriva immaginando curiose posizioni, mani giunte in preghiera e l’idea che basti questo per trasformare i propri demoni fisici e interiori in angeli.

Lo Yoga, non solo in occidente, ma persino nella terra madre è promosso come una ginnastica agghindata di spiritualità a buon mercato, fatta di mantra, benedizioni, nomi spirituali, mise adeguate a sentirsi elevati, in sostanza il marketing dell’anima.  Invece di eliminare l’ammasso d’idee e sovrastrutture che soffocano la nostra natura ultima, ne accumuliamo altre, più patinate.

Nelle miei parole è certamente presente del rammarico e del dispiacere a dover scrivere di quest’ambigua e distorta realtà in cui ciò che dovrebbe essere lo Yoga, invece, si rivela come un apparente gioco di sovrapposizione d’immagini e idee. Oggi in una classe di Yoga è molto difficile trovare quella lontana prospettiva e profondità da cui prende radici lo Yoga.  Ed è anche molto impegnativo pensare e tentare una divulgazione più autentica, dove la pratica fisica nello Yoga abbia la sola funzione di risvegliare la Coscienza come primo passaggio, veicolarla verso il riconoscimento delle ombre e delle luci che abitano il nostro essere e dalle quali siamo gestiti come marionette.  Perché questo è Yoga.

Per comprendere il valore e l’effettiva opera di trasmutazione alchemica che lo Yoga deve produrre per ritenersi tale, è necessario uno studio a ritroso nella cultura, nella storia, nella geografia e nella diffusione e contaminazione di ciò che oggi definiamo Yoga. Ciò induce a pensare di dover mettere mani e attenzione in qualcosa di suggestivamente distante dalla nostra realtà ordinaria, e crediamo magari che ciò non ci interessi o non ci riguardi, in realtà si tratta di quella materia umana e di quei fattori che determinano la nostra felicità e la nostra sofferenza nella vita quotidiana, da cui nessuno è escluso.

Lo svelare quel famoso velo di maya degli induisti e dei buddhisti, che altro non è che l’ignoranza, ovvero il non sapere, di cui tutte le culture, le filosofie e le tradizioni spirituali e religiose parlano e lo indicano come il primo passo verso la libertà e la felicità, inizia sempre attraverso la Conoscenza.

Quella Conoscenza che libera dalle aride idee preconcette e apre a quell’amore universale. Ogni viaggio evolutivo ha come scopo quest’amore e questo è pure lo Scopo ultimo dello Yoga.  Non dico realizzare l’Uno, ma riconoscerne la realtà.

Se bene l’anelito dell’uomo che oggi si rivolge allo Yoga, piuttosto che ad altre possibili vie di benessere/consapevolezza, non debba necessariamente toccare alte vette di aspirazione spirituale, resta però sempre fondamentale l’utilizzo della Conoscenza e della comprensione dei meccanismi che nell’uomo producono armonia, felicità, appagamento e quelli che diversamente generano sofferenza.

Senza andare a menzionare assiomi religiosi, facciamo qui riferimento alle esperienze di quegli autentici ricercatori che hanno fatto personale conoscenza di come si realizzi la vera, originale e incondizionata felicità. Mistici, profeti, pensatori, filosofi e includerei anche la psicologia che malgrado abbia reso la sua analisi e indagine puramente intellettuale, privandola nel processo animico dell’elemento spirito, ha poi trovato nel corso della sua storia anche questa direzione .

Lo Yoga Il Viaggio Della Conoscenza Che Libera Il Cuore Shakti Shiva le Realtà Gemelle

Shakti Shiva le Realtà Gemelle
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Personaggi tra cui, W. James, C.G. Jung, P. Weil, Wilber, S. Grof, J. Hillman e di recente l’italiano R. Assagioli, hanno introdotto nell’esplorazione psicologica la dimensione trascendentale e divina dell’uomo, senza la quale nessun percorso d’individuazione ed evoluzione ha modo di svilupparsi e l’integrazione non può dunque realizzarsi.

La vera terapia consiste nell’approccio al divino, più si raggiunge l’esperienza del divino, più si è liberati dalla maledizione della patologia.

Carl Gustav Jung

Nel viaggio dentro “Il castello interiore di Teresa d’Avila è evidente come la mistica sopraggiunga all’Agape seguendo la traccia dell’Eros, per realizzare l’estasi mistica attraverso anche il corpo. Tali e numerose sono state le esperienze mistiche unite al corpo, mi sento di aggiungere, a mistiche, le esperienze interiori, per non escludere nessun tipo di esperienza umana, non necessariamente trascendentale. Da tale realtà si è venuta a realizzare una Teologia del corpo, fattore sul quale lo Yoga ha fondato le sue radici ben oltre cinquemila anni fa.

Innumerevoli sono i riferimenti filosofici che si allineano con la visione evolutiva dello Yoga.

Platone e Plotino, ma non solo, hanno in occidente, nello stesso periodo in cui in India si dogmatizzavano certe regole e strutture yogiche, realizzato medesimi principi. Tali riferimenti filosofici, culturali saranno per alcuni, più autorevoli e attendibili di una stravagante, lontana sapienza come quella yogica.

Allora, partendo dalla tanto citata esortazione del tempio di Delfi, “Conosci te stesso”, ricordiamo poi Plotino è la sua concezione dell’Uno e Platone nella sua realizzazione attraverso la bellezza:

Lo Yoga Il Viaggio Della Conoscenza Che Libera Il Cuore Platone e Plotino

Platone e Plotino
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Quello che gli uomini comunemente chiamano amore non è che una piccola parte del vero amore: amore è desiderio del bello, del bene, della sapienza, della felicità, dell’immortalità, dell’Assoluto. L’Amore ha molte vie che portano a vari gradi di bene (ogni forma di amore è desiderio di possedere il, bene sempre, ma vero amante è colui che le sa percorrere tutte, fino a giungere alla suprema visione, fino a giungere alla visione di ciò che è assolutamente bello, l’assoluto.

Lo Yoga nella sua visione tantrica, ma dobbiamo sottolineare che non esiste uno Yoga che non sia tantrico, ha come strumento e valore fondamentale l’Eros che è l’humus dal quale nasce e si sviluppa l’esistenza.

L’Eros è nella natura dell’anima è quindi la potenza e la fonte energetica evolutiva con la quale l’anima si può ridestare.  Il Viaggio evolutivo di autoconoscenza dello Yoga, è una vera e propria avventura, l’avventura della Coscienza per raggiungere il “fondo dell’anima” (come lo definisce Meister Eckhart, il luogo in cui incontra l’amore, Dio), attraversando prima le sue profonde, innumerevoli notti buie.

Le passioni, quindi, per lo Yoga non solo non possono essere mai eliminate, ma al contrario generano la forza propulsiva utile all’evoluzione.

Così allo stesso modo era per Platone, dove l’Eros diviene lo spazio di trascendenza dell’ordinario, assume quella dimensione in cui si realizza lo stato estatico, la dimensione in cui il mentale è assorbito nei sensi e nel cuore.  L’Eros per i greci è il desiderio di bellezza e la bellezza è il fine dell’amore. L’amore carnale è solo il primo livello di un desiderio di procreare nel bello.

Lo Yoga Il Viaggio Della Conoscenza Che Libera Il Cuore Il Simposio di Platone

Il Simposio di Platone
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Socrate del Simposio ritiene che utilizzando la potenza erotica si possa ascendere a livelli più elevati, trasformando il desiderio dai corpi alle anime, fino alla bellezza in sè.

L’Eros per Platone è la natura intermediaria e mediatrice tra mondo sensibile e mondo intelligibile, il mezzo di ascesa dialettica dell’uomo dal bello del fisico, materico, alla contemplazione della bellezza universale.  L’amore dunque non solo riscatta il piano terreno, umano, sensibile, ma lo inserisce in un rapporto con il piano intelligibile. E’ dunque l’amore la salvezza del mondo e dell’uomo.

La vicinanza tra la visione yogica e quella platonica è più volte stata condotta da molti ricercatori. Simone Weil è tra gli artefici di questi interessanti parallelismi, “se si discende in se stessi, si scopre di possedere esattamente ciò che si desidera”, riflessione cui giungeva dopo lo studio approfondito degli antichi testi sacri vedici (le Upaniṣad e la Bhagavad Gītā) che abilmente comparava con il pensiero mistico, greco e cristiano, spinta da una vigorosa ricerca spirituale della “Verità”.

La Baghavad Gita Il Segreto del Combattere la Battaglia della Vita Krishna a Arjuna

La Baghavad Gita Il Segreto del Combattere la Battaglia della Vita Krishna a Arjuna
Lo Yoga Il Viaggio Della Conoscenza Che Libera Il Cuore

Ciò è l’essenza più fine. È il sé di tutto il mondo. È la realtà. È il Sé. Tu sei ciò, Śvetaketu

Upanisạd, Chāndogya

“Era impossibile che qualcosa avesse intelligenza ma fosse separato dall’anima (…).
Questo mondo è un essere vivente dotato di anima, di intelligenza”.

Platone, Timeo

La Kaṭha Upaniṣad recita:

Riconosci il sé come il viaggiatore in un carro. Il corpo è il carro. L’intelletto è il cocchiere, la mente (…) le redini. I sensi, così si dice, sono i cavalli; gli oggetti dei sensi sono il terreno; l’insieme di sé, mente e sensi i saggi chiamano ‘colui che prova piacere’. I sensi di colui che non comprende, la cui mente è instabile, sono controllati come cavalli bizzarri. Ma i sensi di colui che comprende, la cui mente è stabile, sono ben controllati come cavalli docili.

 

Il Fedro platonico descrive:

 Si immagini l’anima simile a una forza costituita per sua natura da una biga alata e da un auriga. I cavalli e gli aurighi degli dèi sono tutti buoni e nati da buoni, quelli degli altri sono misti. E innanzitutto l’auriga che è in noi guida un carro a due, poi dei due cavalli uno è bello, buono e nato da cavalli d’ugual specie, l’altro è contrario e nato da stirpe contraria; perciò la guida, per quanto ci riguarda, è di necessità difficile e molesta.

Lo Yoga Il Viaggio Della Conoscenza Che Libera Il Cuore Agape

Agape – La più alta forma di Amore
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Se dallo Yoga giungo a fare riferimenti con la filosofia, la mistica e la psicologia è per accorciare le distanze e tentare di sortire maggior Ascolto rispetto al concetto di uomo divino, amore universale e Dio.

Questa terminologia spaventa l’uomo moderno che da certe raffigurazioni si sente ormai separato, non le riconosce, non lo interessano. E’ deriso colui che si esprime in tali termini, poiché nell’ordinario non c’è più spazio per il sacro.  L’odierna spiritualità, per lo più è assoggettata a una “fede” che non proviene dalla  maturazione di un percorso di autoconoscenza, ma è assunta senza troppa consapevolezza e vissuta in modo chiuso e subordinato, la chiesa o altri luoghi di culto ne sono l’evidenza.

Auguro allo Yoga, all’insegnante che è in me, al desiderio di amore e unione della mia anima, medesimo al desiderio di ogni altra anima, di scoprire dentro le future classi Yoga, uno spazio sempre maggiore in cui il corpo si trasforma in quella fornace alchemica dove le passioni, il dolore originano e si trasformano nel combustibile che trasporta il desiderio di felicità a divenire ricerca, impegno, fiducia, quella Volontà tenera, amorevole che passa per il cuore e genera Tapas.

Tapas è il dolore come Maestro . E’ la convinzione che uscire dalla nostra zona di sicurezza può far male, ma ci farà crescere . “Nessuno cammina sui petali di rose” . Tutti affrontiamo la sofferenza e superarla traendone insegnamento è ciò che chiamiamo crescita

Swami Ananda Chaitanya

Informazioni sull'Autore

Spanda Yoga

Mi chiamo Silvia Mileto e nasco a Roma nel 1971. Fin da giovanissima, anche “grazie” a un’esperienza personale particolarmente impegnativa dal punto di vista fisico e non solo, ho sentito il richiamo verso la comprensione del senso profondo della vita, dell’essere umano e del complesso mondo interiore da cui è abitato e si riflette inevitabilmente sul corpo fisico.

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